In-tensioni reciproche

Posted on 18 maggio 2012

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Il progetto In-tensioni reciproche nasce dall’incontro di Emanuela Fiorelli con Massimo Cappellani e Katia Di Rienzo e dalla volontà di amplificare e arricchire il linguaggio reciproco della tensione.

Installazione, fotografia e danza rifondano lo spazio creando un’architettura illusoria fatta di immagini e fibre elastiche mosse e lacerate dal corpo.I tre segni estetici di questa performance agiscono come un’esplorazione delle strutture della superficie. Come strati di pellicola, essi tendono e distendono stratificazioni di scrittura. La tensione fisica del filo è la proiezione della tensione psico-fisica che noi abbiamo con il mondo.

Tensione che non ammette sfilacciature, assottigliamenti, indebolimenti, che protende a relazionarsi, a trovare nuovi ancoraggi o passaggi per poi dispiegarsi o avvilupparsi. Tensione come forza invisibile che c’è e ci sarà nel tempo, tenace e resistente fino allo sfinimento. La fotografia si muove sul doppio registro della ricerca formale e di contenuto.

Dall’ambigua rigidità di geometrie mobili, alla sospensione del segno astratto, dalle oscillazioni percettive dell’immagine, alle deformazioni dinamiche della materia, lo sguardo segue questo percorso reale e surreale, giocato sull’inversione tra figura e sfondo. Sopra le fasce mobili di uno spazio-tempo bianco, neutro, potenziale, la danza è un linguaggio che rende la presenza e l’assenza. Le sue tessiture visive attraversano la membrana del percettibile, ne incidono il corpo opaco, rivelando l’originaria vibrazione di forze iconiche che risuonano nelle tensioni del presente.

 

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